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Affissione degli articoli inviati il: 31.01.12

31 Gen 2012 
 

Nel mondo, assistiamo alla nascita di un movimento costituito da giovani e adulti di ogni genere, che sono uniti nel chiedere una cosa sola, non più di una, senza perdersi in mille rivoli di schieramenti politici o mille correnti che alla fine confluiscono tutte nello stesso oceano di destra o di sinistra: chiedono che il proprio governo non sia sottoposto o comandato dalle multinazionali e dalla finanza, che la ricchezza del pianeta e tutto ciò che offre, sia equamente suddiviso, arrivando a servirci delle risorse senza affamare interi popoli o nazioni.
Purtroppo questo progetto, quest'unica richiesta è anche la più difficile da far avverare. Significherebbe un'uguaglianza tra tutti noi in cui non ci sarebbe la necessità di prevaricare e sottomettere gli altri popoli per ottenere con la forza quei bene necessari a permetterci ogni tipo di stravaganza.
Questo movimento vorrebbe che non ci fosse al governo una classe di sfruttatori e di avidi personaggi che da dietro le quinte manovrano i burattini che noi eleggiamo nella vana speranza di riuscire ad ottenere dei vantaggi in cambio del nostro lavoro. Questo modo di governare gli Stati non funziona più.
Non possiamo credere che lo sfruttamento sia la strada giusta per risolvere e migliorare le nostre vite.
Ovviamente questo modo di governare è sì rivolto ai paesi più deboli e corrotti, ma anche nei nostri confronti i politici adottano lo stesso sistema: ci fanno sopravvivere e ci fanno indebitare, in modo tale da tenerci in pugno e ricattarci.
Tutto quanto avviene su vasta scala, ricade poi su di noi che ce ne freghiamo e facciamo subire agli altri le nostre scelte attuandolo qui, a casa nostra, se non facciamo parte di quella piccola schiera che usa la prevaricazione e lo sfruttamento delle masse.
La crisi globale è frutto di questo malgoverno che sta già sfociando in violenze e disordini.
Dovremo cambiare il modo di relazionarci fra di noi. Ci vantiamo di essere dei popoli civili, democratici, liberi, ma poi alla fine il ricorso alle armi e alla violenza è la strada che percorriamo per ottenere ciò che vogliamo e al prezzo che noi stabiliamo.
Oggi, lentamente, il cambiamento si sta facendo strada attraverso dei movimenti e delle prese di coscienza nuovi basati su dei ragionamenti di interesse e sviluppo comuni che non sono pie illusioni o fantasie individuali.
Con le tecnologie che abbiamo oggi e le risorse di cui ancora godiamo, potremmo prosperare senza sopraffarci e usare prepotenze sugli altri.
Credo che questo nuovo modo di pensare e rapportarsi avrà l'opportunità di crescere gradualmente; non sarà facile abbandonare le vecchie abitudini, ma sarà inevitabile farlo se non vorremmo che le cose precipitino e si arrivi a soluzioni estreme e gravi: la crisi si è innescata e non si risolverà con dei provvedimenti varati da qualche tecnico della speculazione.

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Massi


Massi · 161 visite · 0 commenti
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