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Affissione degli articoli inviati il: 22.02.12

22 Feb 2012 
 


Se non ci uniamo e facciamo muro contro la politica, ci ritroveremo nei guai seri.
La politica cerca di dividerci e frammentarci: una strategia vecchia e straconosciuta che però funziona, che le conferisce il potere di controllarci e quindi indirizzarci, assoggettandoci come pecorelle!
Il popolo greco, rivolgendosi al popolo italiano, (non alla politica) ha detto che se il popolo non si darà una mossa e lasceremo fare ai politici, alla fine ci ritroveremo come loro senza lavoro e a pagare i debiti delle banche private.
Rovinati e costretti a sopravvivere a stento per pagare il debito pubblico.
La Grecia è sotto dittatura, non ha un parlamento eletto dal popolo poiché in pratica è stata la politica a legittimare se stessa.
Questo è esattamente quello che è successo in Italia: per farci ingoiare il rospo è stato messo al governo il professor Monti. E anche se, ci lamentiamo, è inutile, tanto c'è il governo tecnico e non si fiata. Se diciamo qualcosa, ci viene risposto che Monti non causa per quello che è accaduto prima e risponde solo del suo attuale operato....giustamente.
Insomma, del passato e degli errori commessi, pare che non ne risponderà nessuno: è acqua passata, guardiamo al futuro. Io dico che, se i politici avessero lavorato bene, il governo tecnico e le sue ulteriori spese non sarebbero serviti. 
Infatti il governo Monti non ha sostituito nessun politico, si è aggiunto a tutta la massa di inetti che già c'erano e sono rimasti tali.
Una spesa aggiuntiva in un momento di crisi.
Se non ci ribelleremo, se non correremo ai ripari per tempo, il passo per arrivare a livello della Grecia, sarà breve.
Ci troviamo in una situazione alquanto scomoda: abbiamo un debito pubblico troppo grande per pensare di essere salvati ed è impensabile che tutto questo sia opera di noi operai, noi dipendenti, noi contribuenti....sembra quasi che la colpa del debito sia nostra, sembra che l'Italia si sia indebitata fino alla rovina per far fare agli operai ed ai dipendenti una bella e lussuosa vita.
Se aspettiamo ancora qualche settimana, saremo accusati di essere un peso ed un costo e i politici ci diranno che pur di accontentare il proprio elettorato hanno dovuto prendere delle decisioni sbagliate.
Corriamo ai ripari gente! Ogni giorno che passa, perdiamo milioni di euro ogni giorno e la situazione peggiora. Uniamoci per tempo, troviamo un fronte comune prima che la crisi ci travolga come una valanga.
Mi spiacerebbe veder Roma bruciare: l'analogia politica ed il parallelismo con l'incendio di Roma ai tempi di Nerone è sconcertante....
Anche quella volta un potere si voleva affermare sull'altro, solo le ceneri alla fine hanno permesso un cambiamento.
Mi farebbe piacere non ricorrere ai mezzi del passato.

Cordialmente 
massi

Massi · 212 visite · 0 commenti
Categorie: Cat
22 Feb 2012 
 


I problemi qui da noi sono sempre gli stessi: ci siamo accorti che in certe regioni d'Italia c'è un'evasione dell'82%, cosa che tutti sapevano e conoscevano molto bene.
Sembra che solo i politici ed i media, non fossero a conoscenza di quest'enorme evasione che, ovviamente, ci danneggia tutti. Il fatto è che mi sembra alquanto sospetta questa attenzione che ora viene posta all'improvviso su questo argomento poiché in qualche modo ci induce a sospettare gli uni degli altri, invece di parlare di tutti i miliardi di euro che la politica fa sparire come un prestigiatore.
Veniamo orientati altrove e con la complicità dei media: una pianificazione a tutti i livelli che ci coinvolge in toto, destra, sinistra, centro e che vede almeno tutti concordi su come prenderci in giro.
Cercano di mettere l'accento sulle responsabilità dei cittadini e, il fatto che l'Italia sia in recessione, che i politici non abbiano fatto nulla per evitarlo, che corrotti e corruttori, ladri e via dicendo siedano in Parlamento, non ha alcun rilievo.
Non si accenna alle strategie attuate dalle banche che, grazie alla politica, governano le nostre vite. A quelle pochissime persone che si sono arricchite a dismisura, agli evasori che non fanno gli scontrini, insomma, si parla di tutto meno di chi ci ha portato alla rovina.
Purtroppo le proteste e le manifestazioni non contano, non hanno valore, noi non contiamo niente e le nostre opinioni restano inascoltate. Proprio come accade in Grecia. E noi ci troviamo nella stessa situazione.
Certo, non siamo alla bancarotta ma la mancanza di Democrazia è identica.
Mi ricordo dell'Islanda quando il paese era fallito nello stesso modo e per le stesse cause: banche.
Ebbene, i cittadini sono scesi in piazza ed hanno letteralmente bloccato il governo. La popolazione ha deciso di non voler pagare i debiti contratti dalle banche che, anche laggiù avevano tentato di scaricare le colpe sui cittadini che si sono ribellati e le hanno fatte fallire.
Ora mi risulta che l'Islanda sia in piena ripresa economica e la popolazione sta lavorando e crescendo. 
Le banche hanno pagato i loro debiti e se non lo hanno fatto, hanno chiuso. 
Pensate, i cittadini sono riusciti a ribellarsi e ad essere uniti: sono riusciti a reimpossessarsi delle loro vite.
Ma di quello che là è successo non se ne parla molto, non si dice come l'Islanda abbia abbattuto i poteri forti.
Non bisogna creare una possibilità di esempio da seguire: troppo pericoloso.
In Grecia come in Italia i debiti delle banche le dobbiamo pagare noi; come dobbiamo noi pagare i danni che hanno fatto i politici e, non unendosi in un fronte unico, avranno gioco facile.

Mettiamoci in marcia
Massi

Massi · 221 visite · 1 commento
Categorie: Cat