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04 Feb 2012 
 
Qui da noi si riesce a fare ciò che si vuole: nessuno controlla e nessuno sa.
Credo che, i milioni di euro spariti e il fatto che Lusi abbia potuto arraffarli senza che nessuno se ne accorgesse, abbia dell'impossibile. Questo, lo riusciamo a capire tutti.
Vi sembra strano?
I politici sono molto attenti a non togliersi neanche un euro, sono accortissimi ai soldi, per cui, vi pare possibile che 13 milioni di euro possano sparire senza che nessuno se ne accorga?
Movimenti da milioni e nessuno vede: assurdo.
Questo ci fa capire che in Italia le cose non cambieranno finché non riusciremo a cacciarli questi politici, tutti.
Se è pur vero che tutti rubano, è anche vero che non vi sono denunce da parte di politici nei confronti di altri politici. Voglio dire che, i politici onesti girano la faccia dall'altra parte e nessuno è disposto a sacrificare la sua posizione ed il suo stipendio. Anche chi è onesto alla fine diventa disonesto in quanto tace.
Comunque sulla faccenda Lusi farà chiarezza la magistratura, speriamo almeno questo.
Quello che è ancora più assurdo qui in Italia è che il nostro premier Monti ha detto che il posto fisso è noioso e cambiare è un bene per tutti. Forse sarebbe il caso di fargli presente che questa legge andrebbe applicata proprio dove lui svolge la sua attività lavorativa. Avete notato che raramente un politico cambia lavoro?
Sono proprio loro ad essere i più stantii.
Noi tutti oggi in Italia siamo precari, flessibili, mobili, destrutturabili, labili e chi più ne ha più ne metta....solo loro rimangono incollati al loro posto per secoli, solo loro sempre sulla stessa poltrona, solo loro immobili come statue.
Ovvio che a sto punto tutti quegli Italiani che pagano le tasse, dipendenti, che non hanno modo di evadere o rubare, sono arrabbiati e delusi credo proprio anche dal profesur.
A me, sinceramente, dello spread non me ne frega niente se scende o sale. Non ho soldi investiti, non sono un banchiere. So solo che non riesco ad arrivare a fine mese e so che noi poverelli disgraziati che veniamo spremuti come arance, tartassati, ce ne freghiamo altamente dello spread.
Sappiamo che incide sul debito pubblico e che se è più basso pagheremo meno interessi in futuro, ma il mio futuro è domani e non tra cinque anni.
Questo sistema d'informazione che ci presenta problemi a noi sconosciuti e ci rende partecipi nostro malgrado, investendoci di responsabilità che non abbiamo vorrebbe così renderci familiare quel linguaggio tecnico per coinvolgerci nei loro fallimenti.
Io che mi alzo la mattina e semplicemente "vado a lavorare" non ho niente a che fare con lo spread e, se fosse per me, questa parola non esisterebbe: non l'ho inventata io e quindi non ne sono responsabile!

Ma dai, buttiamoli fuori.
Massi


Massi · 145 visite · 0 commenti
Categorie: Cat
01 Feb 2012 
 

I nostri beneamati politici anche stavolta non si sono tolti niente: hanno fatto bei proclami, che si stanno anche loro sacrificando....che pagliacci...
Vi garantisco che è la parola migliore che mi viene in mente, sono talmente compromessi e venduti che non hanno più freni, limiti di decenza, onestà.
Sono dei ladri, punto a capo.
Ma dove hanno trovato il coraggio per annunciare il taglio ai loro stipendi che non è vero? Questo dovrebbe farci pensare.
Nessuno dei nostri politici ha detto che questo taglio è falso, non ho sentito dichiarazioni sincere da parte di nessun dirigente politico del tipo Bossi che è all'opposizione, o di Di Pietro che anch'egli cavalca l'onda oppositiva che lo mantiene alla ribalta. Nessuno si è sbilanciato a proposito di questa farsa.
Credo che Di Pietro quando vuole sa' dove trovare le telecamere per denunciare una presa in giro di questa portata, fatto strano che non si siano visti i soliti onesti di questo periodo. Si sono defilati.
Ora non si abbia timore di dichiarazioni poiché ne avremo fino alla noia, in ritardo, ma le avremo, statene certi.
Quello che Massi si chiede è: perché continuiamo a pagarli?
Perché siamo così stupidi?
Perché sopportiamo tutto questo?
Siamo la maggioranza e non contiamo niente.
Purtroppo hanno molti mezzi loro, tutti i mezzi possibili per depistarci e farci scontrare tra di noi.
Ci scanneremo fra poveri, ci metteranno gli uni contro gli altri e non arriveremo a nulla.
Beh, la mia speranza è riposta nei giovani, nelle loro difficoltà e forse non tutto il male viene per nuocere.
Spero aumentino le difficoltà, la crisi, la fame e che la disperazione arrivi a livelli veramente inaccettabili, tali da innescare quella rivolta e quella richiesta di equità vera di cui abbiamo bisogno.
Se la nostra politica fosse onesta e limpida, con le risorse dell'Italia e la nostra ricchezza, saremmo il paese più ricco del mondo. Purtroppo veniamo manipolati dalla stampa e dalle televisioni che ci indirizzano e ci guidano come branchi di pecore.
Spero che i giovani si uniscano a quei lavoratori cinquantenni senza lavoro, che formino un movimento nuovo, rivoluzionario, indipendente e che, come prima parola della sua costituzione metta la lettera O di onestà!
C'è solo una certezza, amici, la disonestà totale di tutti i nostri politici, nessuno escluso. E se un politico oggi fa carriera è perché è disonesto e, davanti a certe cose, si gira dall'altra parte.
Ribelliamoci a tutto questo.
Troviamo il modo e ribelliamoci.

Massi

Massi · 163 visite · 0 commenti
Categorie: Cat
31 Gen 2012 
 

Nel mondo, assistiamo alla nascita di un movimento costituito da giovani e adulti di ogni genere, che sono uniti nel chiedere una cosa sola, non più di una, senza perdersi in mille rivoli di schieramenti politici o mille correnti che alla fine confluiscono tutte nello stesso oceano di destra o di sinistra: chiedono che il proprio governo non sia sottoposto o comandato dalle multinazionali e dalla finanza, che la ricchezza del pianeta e tutto ciò che offre, sia equamente suddiviso, arrivando a servirci delle risorse senza affamare interi popoli o nazioni.
Purtroppo questo progetto, quest'unica richiesta è anche la più difficile da far avverare. Significherebbe un'uguaglianza tra tutti noi in cui non ci sarebbe la necessità di prevaricare e sottomettere gli altri popoli per ottenere con la forza quei bene necessari a permetterci ogni tipo di stravaganza.
Questo movimento vorrebbe che non ci fosse al governo una classe di sfruttatori e di avidi personaggi che da dietro le quinte manovrano i burattini che noi eleggiamo nella vana speranza di riuscire ad ottenere dei vantaggi in cambio del nostro lavoro. Questo modo di governare gli Stati non funziona più.
Non possiamo credere che lo sfruttamento sia la strada giusta per risolvere e migliorare le nostre vite.
Ovviamente questo modo di governare è sì rivolto ai paesi più deboli e corrotti, ma anche nei nostri confronti i politici adottano lo stesso sistema: ci fanno sopravvivere e ci fanno indebitare, in modo tale da tenerci in pugno e ricattarci.
Tutto quanto avviene su vasta scala, ricade poi su di noi che ce ne freghiamo e facciamo subire agli altri le nostre scelte attuandolo qui, a casa nostra, se non facciamo parte di quella piccola schiera che usa la prevaricazione e lo sfruttamento delle masse.
La crisi globale è frutto di questo malgoverno che sta già sfociando in violenze e disordini.
Dovremo cambiare il modo di relazionarci fra di noi. Ci vantiamo di essere dei popoli civili, democratici, liberi, ma poi alla fine il ricorso alle armi e alla violenza è la strada che percorriamo per ottenere ciò che vogliamo e al prezzo che noi stabiliamo.
Oggi, lentamente, il cambiamento si sta facendo strada attraverso dei movimenti e delle prese di coscienza nuovi basati su dei ragionamenti di interesse e sviluppo comuni che non sono pie illusioni o fantasie individuali.
Con le tecnologie che abbiamo oggi e le risorse di cui ancora godiamo, potremmo prosperare senza sopraffarci e usare prepotenze sugli altri.
Credo che questo nuovo modo di pensare e rapportarsi avrà l'opportunità di crescere gradualmente; non sarà facile abbandonare le vecchie abitudini, ma sarà inevitabile farlo se non vorremmo che le cose precipitino e si arrivi a soluzioni estreme e gravi: la crisi si è innescata e non si risolverà con dei provvedimenti varati da qualche tecnico della speculazione.

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Massi


Massi · 166 visite · 0 commenti
Categorie: Cat
29 Gen 2012 
  

Buona domenica, innanzitutto cari lettori.
Siamo alle solite: stesse discussioni in televisione e sui giornali, operai pilotati verso problemi reali, importanti, gravi, ma non fondamentali.
Purtroppo ci si accapiglia gli uni agli altri, si giudicano le altre categorie di lavoratori pur non riuscendo ad unirci per chiedere le dimissioni dei parassiti che ci governano. Gli stessi che ci appresteremo a votare quando Monti dovrà essere sostituito, vuoi per fine del mandato, vuoi perché saranno state approvate tutte le manovre che le banche, le multinazionali e Confindustria avranno chiesto per uscire fuori dai guai a spese nostre, che non abbiamo voce in capitolo.
Ormai siamo indirizzati verso una globalizzazione operaia dove non esisteranno più le piccole realtà, non ci saranno più vie diverse per le persone con capacità.
Secondo me, ci vogliono ridurre tutti ad operai mal pagati, comandati da un pugno di padroni.
Ovviamente la classe politica è fondamentale per fare in modo che questo disegno si attui, sia di destra che di sinistra non ha importanza, tanto nessuno si oppone alla globalizzazione delle famiglie che hanno sempre comandato e guidato i mercati mondiali nella parte Democratica del pianeta.
Lo so che quello che penso alcuni lo definiranno irrealizzabile, però i passi che si fanno da anni vanno in questa direzione. Veniamo usati come numeri, siamo soltanto dei numeri che si devono sacrificare poiché il momento è difficile, e i sacrifici necessari. Dei miliardi di euro di sprechi della malapolitica non si parla nelle varie manovre fatte per aiutare le banche e, del fatto che l'euro non ci ha aiutato ma solo messo nei guai, tantomeno. 
Non si ha il coraggio di chiedere un'inversione in direzione ed in favore dei più vulnerabili.
Ci bombardano dicendoci continuamente che l'euro è vitale per l'Italia, che noi senza non ce la caveremmo.
Ma noi vediamo che ci stiamo impoverendo sempre di più finché toccheremo il fondo. I grandi speculatori mondiali non hanno certo problemi nel ridurci in rovina, non hanno problemi di coscienza: solo un'insaziabile avidità di denaro e potere. Ci guardano e credono di essere degli Imperatori mentre noi, popolo sacrificabile, dobbiamo conferire loro almeno il titolo di re.
La direzione della nostra società democratica è al servizio di queste poche famiglie che ci schiavizzano illudendoci che il diritto di voto ci dia la libertà di scelta, così alla fine la colpa è la nostra che non sappiamo scegliere con intelligenza i nostri candidati. 
Noi dovremmo prendere in mano il movimento unito, una voce singola che chieda giustizia sociale, e tolga non troppo gentilmente i soldi a chi li ha accumulati senza limite impoverendoci.
A loro, Equitalia, dovrebbe fare gli espropri e i sequestri di beni, non agli operai che hanno sempre lavorato.

Pensiamoci.
Massi

Massi · 170 visite · 1 commento
Categorie: Cat
26 Gen 2012 
 

Ascoltare in televisione i dirigenti dei sindacati, e accorgersi che non sostengono affatto i lavoratori anzi, li hanno ormai abbandonati, mi rende alquanto inquieto.
Mi accorgo che i sindacalisti non sono poi tanto diversi dai nostri politici se non peggio, nei comportamenti pubblici che assumono.
Anche loro, per restare inchiodati alle poltrone, si disinteressano dei lavoratori dipendenti.
Condannano gli scioperi ai quali le persone spontaneamente partecipano siccome non  sono stati chiamati in causa, sentendosi esclusi.
Oggi come oggi gli operai, i padri di famiglia, i giovani precari, sono stati lasciati soli dai sindacati ed io spero che finalmente gli oppressi si rendano conto, capiscano e realizzino che queste organizzazioni non sono altro che una propaggine, un tentacolo del mondo politico.
Il distaccarsi da tutto questo universo, che mira soltanto al potere e allo stipendio a fine mese, non può che portare vantaggi agli operai.
Si dice che tutto questo caos, secondo le interviste televisive che si ascoltano, danneggi i cittadini e crei loro soltanto problemi a chi va in autostrada soprattutto, a causa dei tir o le paralisi che bloccano molti settori.
Quando però, in passato, erano i sindacati a bloccare i punti nevralgici del paese, nessuno condannava a questi livelli gli operai, non c'era tutto lo scalpore di oggi!
L'esclusione dei gruppi sindacali dagli scioperi nazionali li destabilizza temendo di perdere potere sugli operai e sui tesserati: quindi l'espressione di persone stanche e sfiduciate viene condannata come selvaggia e sbagliata poiché si è organizzata al di fuori e liberamente.
Io, come ho già scritto, mi auguro che gli autotrasportatori, i pescatori, i tassisti, i farmacisti, i pensionati, i precari ecc ecc. si uniscano ancora con più determinazione, e lo facciano contro questo governo, contro i governi passati, contro tutta questa politica corrotta e affarista.
Spero ci si renda conto finalmente che il risultato del nostro fallimento è dovuto alla totale incompetenza, corruzione, scambi di favori, nepotismo del gruppo ristretto che ha mercificato la Democrazia a spesa delle classi più deboli.
Classi deboli in quanto non rappresentate ma fondamentali quando si deve attingere contante all'occorrenza.
Staremo a vedere come evolveranno le cose.
Le proteste sono destinate ad aumentare e assisteremo a nuove coalizioni, non pilotate dai vari organi istituzionali.
Che l'indipendenza di questi movimenti popolari spontanei aumenti e cresca sempre più.

Questo è il mio augurio di oggi.
Massi 

Massi · 185 visite · 1 commento
Categorie: Cat

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